Benessere e Mindfulness con Giulia Fiorentini

Giulia Fiorentini: la Mindfulness per me!

Cosa significa Mindfulness? Giulia Fiorentini ce lo racconta in questo articolo che ci auguriamo ti sia utile per capire che la Mindfulness non è una moda e magari decidi di venire a Minorca dal 24 al 28 maggio!

In italiano non c’è un termine equivalente e spesso è tradotta come consapevolezza o presenza mentale. Sappiamo che ha origine nella lingua pali, antica lingua indiana appartenente alla famiglia indoeuropea. Mindfulness corrisponde al termine “sati” e significa ricordo.

L’atto del ricordare ci riporta alla natura della nostra mente, al suo vagare e andare altrove, al suo essere facilmente distratta.

Giulia Fiorentini, psicologa e insegnante di Mindfulness sarà a Minorca dal 24 al 28 maggio 2019

Una fondamentale caratteristica del pensiero è proprio quella di spostarsi in continuazione tra passato e futuro. Durante il giorno siamo spesso impegnati a muoverci con il pensiero tra queste due dimensioni, tra ricordi e progetti, tra ruminazioni e rimuginii.

La nostra mente è presa da un costante flusso di pensieri, fenomeno noto come Mindwandering (vagare della mente), di cui a volte non siamo nemmeno consapevoli.

Come riportare la mente nell’esperienza presente

Come alleniamo questa capacità a riportare la mente nell’esperienza presente? Tramite la meditazione, vocabolo fuorviante che rimanda a un cogitare, pensare, riflettere profondamente, ma che, per finire questo breve excursus etimologico nella lingua pali, è espresso con Bhavana.

Bhava è la radice del verbo essere e meditare s’intende come esser-ci, essere intimamente connessi all’esperienza del momento presente con tutti noi stessi e non solo a livello intellettuale.

Usare la meditazione per essere connessi con se stessi

Per Jon Kabat Zinn, medico statunitense e fondatore del protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), la Mindfulness è:

«la consapevolezza che emerge se prestiamo attenzione in modo intenzionale e non giudicante al dispiegarsi dell’esperienza momento dopo momento».

La prima cosa importante da notare è che la consapevolezza è coltivata con l’intenzione a prestare attenzione. Attenzione che è una funzione cognitiva e non coincide con il pensare. Attenzione che non è giudicante.

L’attenzione è la più rara e pura forma di generosità, un atto di amore nei confronti dell’altro, Simone Weil Condividi il Tweet

La Mindfulness con Giulia Fiorentini a Casa Bonita Menorca

Quando osserviamo l’attività della mente in stato meditativo, ci accorgiamo che, oltre a rimuginare su futuro e passato, giudichiamo, etichettiamo, categorizziamo immediatamente ogni esperienza che passa nel campo di coscienza. Formuliamo costantemente aspettative su “come dovrebbe essere una data esperienza”, su giusto o sbagliato, su mi piace o non mi piace.

Così facendo non ci permettiamo però di vivere ciò che sta succedendo per ciò che è. Non accettiamo il momento presente per come si manifesta.

La sfida è accettare la realtà per come si manifesta senza giudicare

Se solo… Se solo potessi avere uno stipendio più alto, se solo potessi andare più d’accordo con quella persona, se solo potessi perdere qualche chilo, se solo vincessi alla lotteria allora sì che sarei felice!

Porre un’attenzione non giudicante significa quindi in primo luogo accettare la realtà per come si manifesta e accettare noi stessi per chi siamo in questo momento, sospendendo la dimensione del giudizio e sostituendola con un’attitudine di apertura e curiosità verso il momento presente.

La buona notizia è che questa è una capacità umana innata: siamo tutti in grado di farlo. È esattamente ciò che accade quando facciamo qualcosa per la prima volta, quando viviamo un’esperienza nuova. Un proverbio zen recita:

«Nella mente di un principiante ci sono miriadi di possibilità. In quella dell’esperto, ce ne sono pochissime».

La Mindfulness ci aiuta a vivere ogni giorno con occhi nuovi

Ci insegna a approcciarci all’esperienza quotidiana con occhi nuovi. Come se fosse sempre la prima volta. Come effettivamente è.

Il rischio è altrimenti quello di vivere le nostre vite guidati da una sorta di pilota automatico. È un rischio che è già in atto. Siamo tutti esperti delle nostre vite, reagiamo in maniera automatica alle situazioni secondo schemi preesistenti. In altre parole, siamo più o meno condizionati.

L’opposto della mente del principiante è proprio il pilota automatico.

Ma…

• Il presente è l’unico momento di cui siamo veramente padroni

• La nostra attenzione è un mezzo straordinario per coltivare la presenza mentale

• Vivere da principianti, senza pilota automatico, è la soluzione per conquistare ogni giorno momenti di vero benessere.

Meditare è guardare in profondità nel cuore delle cose, Thich Nhat Hanh Condividi il Tweet

Giulia Fiorentini è psicologa e insegnante di Mindfulness

A wandering mind is an unhappy mind”, “Una mente che vaga è una mente infelice” è il titolo di un importante articolo apparso su Science, una delle più autorevoli riviste scientifiche.

Perché una mente che vaga è una mente infelice

Gli autori, Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, due stimati psicologi di Harvard, si sono prefissati il compito di misurare la felicità percepita di un cospicuo numero di persone intente in svariate attività in uno specifico momento della giornata.

La ricerca – per scaricarla basta passare il mouse sulla parola! -, ha mostrato che il 46,9% delle persone interpellate stava pensando a qualcosa di differente rispetto a quello che stava facendo e che questa condizione generava una percezione di non felicità.

In conclusione, più siamo presenti e consapevoli delle nostre esperienze nel momento in cui accadono, più promuoviamo il nostro benessere. Le nostre emozioni, i nostri pensieri e lo stress cui siamo sottoposti hanno un impatto enorme su salute e benessere, specialmente quando non ne siamo consapevoli.

La Mindfulness? È una capacità naturale della mente

La buona notizia è che la Mindfulness è una capacità naturale della nostra mente e può essere coltivata attraverso la meditazione. Ovvero portare attenzione, senza giudicare, alla nostra esperienza interiore e alle reazioni automatiche che mettiamo in atto. Aiuta a sviluppare un ascolto più autentico e profondo di sé. Una capacità da scoprire e usare.

Giulia Fiorentini, chi sono

Mi sono laureata in Neuroscienze e Psicologia Cognitiva all’Università di Roma “La Sapienza” e oggi sono una psicologa e insegnante di Mindfulness.

Nel 2014 scopro la Mindfulness e decido di fare un master universitario a San Diego, al Center for Mindfulness della UCSD. Acquisisco l’abilitazione come insegnante anche negli USA e approfondisco le pratiche di Self-Compassion.

Oggi collaboro con il Policlinico S. Raffaele di Roma con un progetto su Mindfulness ed emicrania e insegno privatamente nel mio studio.

PS. Ti abbiamo convinto? Allora non ti resta che iscriverti al primo retreat di Mindfulness in programma a Casa Bonita Menorca dal 24 al 28 maggio 2019 . Per qualsiasi necessità siamo qui: contattaci!

Gloria
gloria.vanni@libero.it

Giornalista e blogger, amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Amo prendermi cura di persone e luoghi. Da marzo 2017 vivo a Minorca.

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