L'Unesco dichiara i muretti a secco Patrimonio dell'umanità: Minorca è culla di questa arte

Minorca: muretti a secco patrimonio Unesco

L’arte dei muretti a secco è patrimonio Unesco dal 28 novembre 2018. L’agenzia dell’ONU ufficializza il titolo sul profilo Twitter dove si congratula con gli otto Paesi europei che hanno presentato la candidatura: Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Si stima che Minorca possegga circa 70 mila chilometri di muretti a secco. Un dato attendibile se si guarda l’immenso reticolato dal cielo. Pensiamo, per esempio, che l’Italia – secondo i dati 2016 del progetto Mapter -, ne possegga circa 170 mila chilometri.

L'Unesco dichiara i muretti a secco Patrimonio dell'umanità

«È stato versato più sudore ripulendo i declivi per le vigne che per costruire le piramidi. Un muretto a secco è il monumento a una volontà granitica». Con queste parole apre il video di presentazione per iscrivere i muretti a secco nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Guardalo!

A Minorca i muri in pietra – pared seca o pared de piedra seca in castigliano, Dry Stone Walling in inglese -, disegnano il paesaggio rurale da millenni. Una tecnica che sembra connessa alle costruzioni preistoriche del periodo Talaiotico che va dal 1500 a.C fino alla romanizzazione dell’isola.

Muretti a secco: un esempio di rapporto equilibrato tra uomo e natura

Minorca è culla dell'antica arte dei muretti a secco

In tempi più recenti, i muretti a secco delimitano le tenute agricole – il cui nome tradizionale è “llocs” -, e le porzioni di terra, dette “tanques“, facilitando la rotazione delle colture. Per gli agricoltori togliere le pietre dai terreni e definirli con muretti significa anche impedire al vento di portarsi via la terra. E a Minorca, si sa, di vento ce n’è tanto!

I muretti a secco a Minorca sono opera dei “paredadors“, artigiani o artisti che utilizzano la tecnica della doppia parete con una intercapedine che riempiono di pietre piccole, filtro naturale per acqua e terra. Scelgono pietre opportunamente modellate in modo che si incastrino le une sulle altre. Il tutto senza malta o altro materiale cementante. Quest’ultimi sono usati eventualmente per quella rifinitura che può essere più o meno rotonda o a triangolo e, come la case, sempre candida.

Perché le pietre sono importanti per la biodiversità

I muretti a secco, conferma Unesco, «hanno un ruolo vitale nel prevenire frane, inondazioni e valanghe e nel combattere l’erosione e la desertificazione del suolo, incrementando la biodiversità e creando le giuste condizioni microclimatiche per l’agricoltura».

Protettori naturali del paesaggio, dunque, capaci anche di diminuire l’influenza dei parassiti e, in generale, di preservare l’equilibrio ecologico di Minorca, dal 1993 Riserva della Biosfera Unesco.

I muretti a secco sono anche zone di biodiversità. Infatti, l’umidità dell’aria condensa negli interstizi tra le pietre, rendendo il muretto umido anche quando fa molto caldo. Questi interstizi offrono rifugio ad animali come lucertole, gechi, anfibi, serpenti e altri invertebrati che sfruttano il particolare microclima tra le pietre per sopravvivere in estate e ripararsi in inverno.

L’umidità dei muretti è preziosa anche per muschi, licheni e altre piante  perché consente di vegetare in condizioni di umidità superiore a quella delle zone circostanti.

I muri di pietra? Un patrimonio da proteggere

Più o meno tutti i paesi del Mediterraneo hanno preso il riconoscimento Unesco come un plus turistico per promuoversi come destinazione. Tra le tante dichiarazioni, mi sono piaciute queste parole di Francesca Tur Riera, consigliera della Cultura delle Isole Baleari:

«È un riconoscimento delle opere tradizionali delle isole e del valore dell’impronta umana sul paesaggio, ma un’impronta fatta di cura, affetto e rispetto per la natura, in contrapposizione all’impronta di aggressione che spesso viene lasciata dall’essere umano».

Già, cura, affetto, rispetto della natura. Il famoso prendersi cura di cui sono paladina e volontaria. Francesca Tur ha precisato:

«Se queste costruzioni scompaiono, il riconoscimento ottenuto ora dall’Unesco potrebbe andare perso. Se non sono mantenute correttamente, l’Unesco può rimuovere il titolo. Quando si costruiscono strade, per esempio, bisogna tener conto dei muri a secco».

I muretti di pietra sono un patrimonio da proteggere, come la natura di Minorca

Cosa significa il titolo di Patrimonio immateriale dell’umanità?

È un riconoscimento che è anche, soprattutto, responsabilità. Ovvero prendersi cura di costruzioni che racchiudono i segreti di un’arte antica, rispettosa della natura e del territorio. Un’arte che si spiega in pochi minuti ma richiede anni di pratica. Un’arte da preservare e da tramandare.

Che altro aggiungere? Ci auguriamo di cuore che Minorca continui a proteggere anche le sue pietre e quella antica arte di metterle saggiamente l’una sull’altra. E per piacere, evitate di scalarli o di camminarci sopra: sono molto fragili e basta poco per farli venire giù!

Gloria
gloria.vanni@libero.it

Giornalista e blogger, amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Amo prendermi cura di persone e luoghi. Da marzo 2017 vivo a Minorca.

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