Il primo incontro con Casa Bonita? L'8 febbraio 2017, un mercoledì di pioggia

Appunti di viaggio: Casa Bonita, da sogno a realtà

Ci siamo incontrate mercoledì 8 febbraio 2017 alle 14,30. Era un pomeriggio grigio e piovoso, poco invitante per vedere case. Un giorno di pioggia non è poi così strano a febbraio a Minorca.

Non avevo alcun indizio per pensare che la casa che stavo per visitare mi sarebbe piaciuta. Anzi, il contrario. Poche e brutte foto degli interni e uno scambio di comunicazioni con l’agenzia della proprietà che mi aveva resa piuttosto scettica sulla 50esima villa con piscina della mia lista visite.

Ricordo di avere sentito un senso di familiarità

Una sensazione, poco a poco. Come se quegli spazi in qualche modo mi appartenessero e viceversa io appartenessi a essi. Sapevo solo che volevo una casa in quella zona, possibilmente con quattro camere e altrettanti bagni per adibirne tre all’ospitalità e fare un Bed and Breakfast.

Ero reduce da mesi di ricerche e visite, virtuali e reali. Da due giorni vedevo case, correndo da una all’altra come una “milanese imbruttita” e, per un motivo o per l’altro, nessuna andava bene: pochi bagni, poche camere, troppi lavori da fare. Avevo una sola certezza, una scadenza: entro un mese e una settimana avrei dovuto consegnare ai nuovi proprietari l’appartamento di Milano. Stavo compiendo una sorta di “viaggio della speranza”, dovevo trovare la casa dei miei sogni

O sarei dovuta passare al piano B

Il piano B? Affittare qualcosa in attesa di realizzare il mio progetto di cambiare vita e trasferirmi a Minorca.

Ricordo che ho iniziato a girare da una camera all’altra, dalla cucina alla sala, dalla veranda al giardino e di avere iniziato a immaginare la mia Casa Bonita. Un viaggio di fantasia perché dovevo trasformare quella realtà nella mia testa e capire tra arredi e colori lontanissimi dai miei gusti se c’era la possibilità di realizzare il mio sogno di casa vacanza.

Ero con Patrizia, amica che faceva foto qua e là, mi guardava e cercava di intuire i miei pensieri. Andavo e venivo facendo foto, ponevo domande e cercavo di essere poco invadente: ogni volta che entro in una casa e c’è la proprietà cerco di stare attenta a non superare i confini dell’intimità. Ho vissuto l’esperienza sulla mia pelle, so come ci si sente quando un estraneo entra e potrebbe essere la persona che compra/non compra il “tuo nido”.

Avevo bisogno di vedere come erano gli armadi a muro nelle camere. Avevo la necessità di andare oltre le ennesime porte in legno con pomelli e maniglie dorate, un must dello stile britannico a Minorca. Dovevo capire come trasformare uno spazio adibito a studio a camera con bagno. Dovevo capire se dietro l’impostazione strutturale, apparentemente buona, ci fossero dei problemi o meno.

Il mio esame di Casa Bonita è durato un’ora

Poi mi sono seduta in una antica sala da pranzo e ho giocato le mie carte con Lina, la proprietaria. La casa mi piaceva e… ne avevo bisogno entro metà marzo! Ero la prima persona che la vedeva, le faceva un’offerta e le dava un tempo di uscita. Tutto in un colpo solo, forse troppo per una minorchina doc che aveva acquistato Casa Bonita nel 2008 dalla coppia inglese che l’aveva costruita.

Ci siamo lasciate con “la notta porta consiglio“, prendiamocela per riflettere. L’esperienza mi ha insegnato che le case sono questione di coincidenze, la tua prima o poi la incontri. Esco, continuo i miei giiri, credo di averne vista un’altra, un’altra ancora e non pensavo a nulla. Poi, alle 19, ricevo un WhatsApp che dice:

«Lina ha deciso di venderti la casa».

Ricordo ancora la prima telefonata fatta, a Nino:

«Abbiamo casa!».

Ho fatto questa foto con doppi occhiali per leggere WhatsApp. Nella foto accanto, ero pazza di felicità, una sensazione indimenticabile. Sono trascorsi 14 mesi da quel mercoledì 8 febbraio, grigio e piovoso.

Due paia di occhiali per leggere il messaggio... "Casa bonita è tua!"
Non mi sembra ancora vero e sprizzo felicità da tutti i pori!

Questo sito è un altro passo di un sogno

Un sogno che aveva un progetto che condivisi per la prima volta nel 2011, ricorda la mia amica Caterina. E fu bollato come “poco sostenibile dal punto di vista economico” da un professionista di business plan.

La sintesi è mai mollare i propri sogni, dopo sei anni il sogno è realtà. In questo post vedi anche i cambiamenti tra il 2017 e il 2018 perché il miglioramento, fare meglio, è uno dei poteri di Minorca.

Questo sito è una sintesi di una visione di ospitalità dove “prendersi cura degli altri” è una missione e un piacere. È la mia, la nostra idea di vita. Condividere Casa Bonita mi rende felice, è l’energia che mi fa svegliare ogni giorno con un sorriso. Sei più che benvenuto nella tua Guest House con piscina! Buona lettura e navigazione, per qualsiasi dubbio o necessità sono/siamo qui: contattaci!

Gloria
gloria.vanni@libero.it

Giornalista e blogger, amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Amo prendermi cura di persone e luoghi. Da marzo 2017 vivo a Minorca.

3 Commenti
  • bettina
    Scritto il 22:38h, 21 maggio Rispondi

    Brava!!!! La perseveranza paga sempre e poi Menorca è semplicemente bella. Ci sono stata in vancanza più di 30 anni fa, sarà cambiata …potrebbe essere motivo per tornarci, chissà……
    Bettina

  • Gloria
    Scritto il 16:56h, 22 maggio Rispondi

    Minorca continua a essere molto bella, Bettina.

    Anch’io ci sono venuta la prima volta 30 anni fa, in barca a vela e mi ricordavo la luce, il bianco candido delle case e il mercato del pesce. Qui, nella zona dove ho trovato Casa Bonita, poco è cambiato! Felicissima di accoglierti, speriamo prima che poi!

  • Gloria: “Cambiare vita? Sempre, anche a 60 anni!”. – Ornitorinko
    Scritto il 06:48h, 25 agosto Rispondi

    […] è la “mia isola ideale”. In nove mesi realizzo il sogno di Casa Bonita. In questo articolo ho raccontato il nostro incontro  e da marzo 2017 vivo nella più cosmopolita delle […]

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